Chi mi conosce sa che io adoro il genere horror, mi piace, ci sguazzo, ma allo stesso tempo becco tutti i difetti, sia nei libri che nei film o nelle serie TV. Mia madre dice che guardare un film horror con me è un incubo, perché non ne lascio passare una e sparo commenti sarcastici senza sosta.

Il genere horror è nato come letteratura di serie B, come intrattenimento disinteressato, quando invece gli autori caricavano i mostri delle loro opere di brutture reali, dando alla storia una profondità che a una lettura superficiale non emerge. Sì, all’inizio, l’horror è stato trattato con molta superficialità. È diventato un campione di vendite solo nella seconda metà del Novecento. Penso che, per esempio, babbo King sia uno degli scrittori più ricchi del mondo grazie alle sue storie. Lui ha fatto il vero rilancio dell’horror con capolavori come Shining, It, Cose Preziose. La sua produzione titanica ha abbracciato ogni singola sfaccettatura dell’horror, lo ha legato ad altri generi in commistioni non sempre riuscite.

Grazie a lui, autori contemporanei come la sottoscritta, hanno capito che attraverso l’orrore si può fare denuncia sociale, si può gridare contro ciò che non funziona e si può divertire allo stesso tempo.

Ecco, qualcuno ha abbracciato un po’ troppo l’elemento divertimento in questa selezione. Divertimento che spesso corrisponde allo splatter e all’iperviolenza. Sembra strano, ma le descrizioni forti di atti osceni e barbari attirano molto l’attenzione del pubblico.

Ho letto autori che puntano tutto sulla spettacolarità dello schifo che fanno provare al lettore, senza approfondire di fatto nessun personaggio. Quando sono arrivata alla fine di alcuni libri, ho fissato l’ultima pagina cercando di capire che senso globale avesse ciò che avevo letto. Da bravo recensore, io ho bisogno di razionalizzare le mie idee sull’esperienza appena vissuta, ma, in alcuni casi, non mi rimaneva che constatare di aver trangugiato pagine e pagine di sangue, budella, squartamenti e sevizie senza alcun capo logico. 

Non basta uno stile fluido che mi descriva nel dettaglio il mostro (umano o meno) che scarnifica la vittima; serve anche un perché decente che mi faccia riflettere. Ovviamente questo è ciò che esigo io da un libro, il gusto degli altri può essere differente. Non ho la pretesa di avere la verità in mano. 

Quando guardo un film che fa tanto uso dello splatter, mi metto a messaggiare con Veronica, perché non ho voglia di vedere personaggi che vengono “smontati” pezzo per pezzo in decine di minuti di urla e sprizzi di sangue senza un perché. Non ho lo stomaco debole, intendiamoci, ma quello che mi nausea è l’abuso di schifezze.

Prendete Saw l’Enigmista.

Oggettivamente il format è sempre lo stesso; un serial killer uccide gente in modi atroci mettendo la loro vita in un gioco sadico. 

Il perché è anche interessante: l’uomo dietro l’Enigmista capisce l’importanza del tempo e ce l’ha con gli elementi che sprecano il loro. Dà perciò un motivo a questa gente di giocarsi la vita in modo originale. 

Non dimenticherò mai il primo film, proprio per queste possibilità che sfiorano l’assurdità, ma che mettono l’uomo di fronte a se stesso e a delle scelte atroci.

Si sarebbero potute fare meraviglie psicologiche con una e una sola morte, invece ci hanno buttato di tutto e di più dentro, tanto per intrattenere. Comprendo che il film sia innanzitutto un prodotto per la vendita, perciò la scelta di abbondare dipende da questo, ma fare una serie sterminata, in piedi tuttora, su questa storia dove si susseguono soltanto morti violente, fantasiose e spettacolari, mentre la trama si fa sempre più trascurabile ha poco senso, almeno per me. Si finisce con il mettere lo spettatore davanti a ore di nulla cosmico e questo può funzionare fino a un certo punto, poi, prima o poi, l’interesse scema. Lo spero.

Ma non finisce qui, non sono stati solo gli autori di Saw a copiare se stessi nel corso degli anni. Sono spuntati come funghi i film di gente chiusa in giochi mortali, gente che muore male, che viene uccisa in modo grottesco dando al tutto un sapore pacchiano. Certo non tutti hanno il budget fornito da Lionsgate e da qualche parte il sangue diventa una cascata di spruzzi liquidi e arancioni, gli arti finti dei pezzi di plastica di colori improbabili, la recitazione ancora più pietosa.

Io vi invito a pensare alle donne. Le donne in questi film, come anche negli slasher, urlano come delle ossesse. Urlano e piangono di continuo, mentre gli uomini sono tutti spocchiosi, fanno le battutine caustiche anche dopo che gli hanno staccato una mano.

Va bene che quando guardi un prodotto del genere tu devi staccare il cervello, perché sai che è surreale, ma quando si esagera poi diventa deprimente. Ridi per non piangere, all’inizio, poi ridi e basta. Ridi, perché si raggiungono picchi di trash pazzeschi che la tua mente già piuttosto fantasiosa non riuscirebbe a partorire.  

Non è questo l’unico horror che mi fa ridere, però! Voglio parlare di ghost stories, di possessioni demoniache ed esorcismi (riderete tanto), di slasher, zombie, vampiri e tanto altro. 

Seguitemi nei prossimi articoli! 

 

PACCHETTO GEMMA

  1. Dracula – Love Never Dies
  2. Il battesimo di sangue (prequel di Dracula)
  3. Van Helsing – Blood Never Lies
  4. Il battesimo di luce (integra Van Helsing)